La Carota “alleate di fegato e intestino”

 

Spremute o in insalata, le radici più colorate e saporite dell’orto contengono zuccheri, caroteni, minerali e fibre che regolarizzano la digestione e non solo .

 

 

La carota (Daucus carota ) è una pianta erbacea dal fusto di colore verde appartenente alla famiglia delle Apiaceae; è anche uno dei più comuni ortaggi, e il suo nome deriva dal greco Karotón. La carota spontanea è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa. Ne esistono molte e diverse cultivar che sono coltivate in tutte le aree temperate del globo.

 

 

La parte edibile della carota – che si coltiva due volte l’anno – è la radice (sviluppata a cono rovesciato): le carote precoci vengono raccolte dopo circa quattro mesi mentre le tardive ne richiedono circa sei. In base al tempo di coltivazione la loro lunghezza può variare da un minimo di 3 cm a un massimo di 20 cm.

 

 

La carota è un vegetale originario del Mediterraneo carnoso e croccante ricco di provitamina A e vitamine C, B1, B2, PP, D, E, sodio, potassio, calcio, fosforo, zuccheri, tante fibre solubili (prevalentemente pectina) e il 95% di acqua.

 Questa ricchezza di nutrienti fa della carota un eccellente prodotto della terra con proprietà antiossidanti, depurative, digestive, antidiarroiche e antianemiche. In pratica, il miglior ricostituente per la ripresa d’autunno.

 

La carota è un vero e proprio alimento-farmaco. Già presso gli antichi Greci e Romani, che non ne conoscevano l’uso culinario , era consumata esclusivamente a scopo terapeutico .


Il suo altissimo patrimonio, non solo di provitamina A, ma anche di altri preziosi nutrienti, la rende un ortaggio estremamente benefico per il nostro corpo, sia in caso di malattia che come aiuto per mantenerlo in buona salute e in efficienza.

La carota agisce come efficace rimineralizzante e tonificante per l’organismo. Queste proprietà la rendono indicata anche per i disturbi della crescita e negli stati di demineralizzazione e carenze vitaminiche; è consigliata inoltre in caso di astenia.

Depurativa e rinfrescante, si utilizza anche negli stati di intossicazione e nella calcolosi.

 

Una delle proprietà a cui questo ortaggio deve la sua fama è la benefica azione sulla vista. La carota infatti agisce come protettiva della retina, grazie alla massiccia presenza di vitamina A. Questa sostanza fa parte della rodopsina, un pigmento della retina di grande importanza per una buona condizione visiva, in particolare nelle ore notturne. Si consiglia perciò il suo utilizzo anche in caso di emeralopia, ossia una diminuzione della funzionalità visiva quando la luce, solare o artificiale, è debole.

Grazie alla presenza di carotenoidi, sostanze ad azione antiossidante, svolge un ruolo protettivo sui processi degenerativi delle cellule. Questi componenti infatti proteggono la delicata struttura delle membrane cellulari dall’azione ossidante distruttiva dei radicali liberi. Per questo motivo la carota è utilizzata a scopo preventivo o come trattamento di integrazione nelle forme tumorali, tra cui il cancro all’utero o al seno.

Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che bassi livelli di betacarotene nel sangue favoriscono la predisposizione a questa malattia, mentre ad esempio un consumo abituale di carote sembra ridurre di circa il 50 per cento le probabilità di cancro ai polmoni.

Rinforza le difese immunitarie, grazie alla presenza di carotenoidi che stimolano la produzione di linfociti T, piccoli globuli bianchi che svolgono un importantissimo ruolo nei meccanismi di difesa dell’organismo. Questa caratteristica, insieme alle proprietà antiossidanti, la rende indicata anche per contrastare le malattie infettive in generale.

La carota è un ottimo regolatore delle funzioni intestinali: a seconda delle necessità, è in grado di agire sia come antidiarroico che come lassativo. Si potrà utilizzare quindi sia in caso di stipsi che nelle diarree, anche dei bambini.

È antiputrefattiva e vermifuga; è indicata per combattere le infezioni, ad esempio la colibacillosi, un’infezione provocata dall’escherichia coli, un colibacillo molto diffuso nel terreno, nelle acque e nel latte.

È consigliata inoltre nelle gastriti e nelle enterocoliti, infiammazioni dell’intestino tenue e del colon.

Agisce validamente come cicatrizzante gastrico e intestinale, viene perciò utilizzata nelle ulcere gastroduodenali.

È digestiva e carminativa, aiuta cioè l’espulsione dei gas intestinali; è utile nelle dispepsie, ossia nelle digestioni lunghe e difficoltose.

La carota è antianemica, in quanto favorisce l’aumento dei globuli rossi e dell’emoglobina, una proteina contenente ferro, a cui è dovuto il colore rosso del sangue.

Può essere utilizzata anche in caso di alterazioni metaboliche come iperglicemia, ipercolesterolemia e iperuricemia, rispettivamente un eccesso di zuccheri, di colesterolo e di acido urico nel sangue.

Grazie alla sua azione rimineralizzante, la carota è consigliata nella carie dentaria, contro la caduta di capelli e ciglia e per le unghie fragili.

 

Molto utili contro colite e reflusso

La carota è assai indicata per contrastare i malesseri a livello gastrico e intestinale; la sua ricchezza in provitamina A migliora la funzionalità e la struttura della mucosa, riducendo i disturbi legati al colon irritabile e proteggendo dalle aggressioni le pareti dello stomaco e dell’intestino. L’azione sulle mucose si estende anche a bocca, naso, gola e polmoni che, così “corazzate” sono meno sensibili all’aggressione di germi patogeni e infezioni. Inoltre mangiare carote facilita il lavoro del fegato, con notevoli miglioramenti della risposta immunitaria.

 

Al mattino per tutto settembre prepara un bicchiere di estratto di carota e bevilo a digiuno, se vuoi allungandolo con un po’ di estratto di mela : ti assicuri un’ottima depurazione di colon, fegato e reni, fai il pieno di antiossidanti naturali che contrastano la formazione di rughe e favorisci una regolare evacuazione.

 

 

 

Una o due carote possono sostituire lo spuntino della mattina o del pomeriggio, magari masticate crude, poiché la loro consistenza appaga bene la voglia di sgranocchiare. Se le carote vengono gustate cotte, ai pasti, bisogna aggiungere un po’ di olio extravergine di oliva, che permette di assimilare meglio il betacarotene, la provitamina liposolubile che in assenza di grassi viene in gran parte perduta.

 

 

Le carote si utilizzano nei pinzimoni e nelle insalate. Associate ad altre cruditées costituiscono un piacevole antipasto vegetariano. Cotte al vapore, al forno o stufate rappresentano uno dei più tradizionali contorni; si possono insaporire anche con prezzemolo e menta tritati o con altre erbe aromatiche a piacere. Le foglie possono essere aggiunte ad altri piatti di verdure o come guarnizione per stufati. La carota è anche una verdura che compare spesso tra gli ingredienti di minestroni, passati e zuppe.

 

Il modo migliore per utilizzare la carota è allo stato crudo, da sola o accompagnata da altre verdure: oltre a risultare molto più digeribile, mantiene intatti i preziosi nutrimenti che la compongono.

 

Fonti :

www.riza.it/ carote-alleate-di-fegato-e-intestino 

www.macrolibrarsi.it/speciali  

 

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CIBO CRUDO

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