La Frutta

La frutta
La frutta, nel senso più generale del termine, è una categoria di alimenti di origine naturale che comprende molti tipi di vegetali. Tuttavia, non tutto quello che si considera frutta dal punto di vista alimentare lo è anche da quello botanico. Un classico esempio sono tutte le pomacee: mela, pera, cotogna e nespola. Tutti sono “falsi frutti”: dal punto di vista botanico, infatti, la vera frutta è solo la parte centrale che avvolge i semi, ossia il torsolo. Questo è costituito di sole tre parti: endocarpo, mesocarpo e epicarpo, ossia seme, polpa e buccia rispettivamente.

Dal punto di vista sia commerciale che nutrizionale la frutta è classificata come:
◦frutta fresca;
◦frutta secca;
◦frutta conservata.

Si tratta di alimenti con caratteristiche molto diverse: vediamo quali.

Frutta fresca
La frutta fresca è un alimento notoriamente ricco di qualità nutrizionali: una naturale fonte di sali minerali, vitamine, carboidrati e fibra alimentare. Chiaramente, in base alla specie la frutta ha delle caratteristiche specifiche. Una semplice classificazione per distinguerne le peculiarità è basata sul colore:
◦la frutta di colore giallo-arancio è una fonte soprattutto di carotenoidi precursori della vitamina A, utile per la sintesi ormonale, la differenziazione e crescita cellulare e la risposta immunitaria;
◦la frutta di colore verde è ricca di glucosinolati, utili per ridurre il rischio di determinati tipi di tumore, e di ferro, acido folico e vitamina C;
◦la frutta di colore rosso è una fonte più o meno abbondante di licopene che ha notevoli proprietà antiossidanti e di antocianine, ossia dei flavonoidi antiossidanti;
◦la frutta di colore viola-blu contiene antociani, potenti antiossidanti che proteggono dal rischio di cancro e malattie cardiache;
◦la frutta bianca è in genere una buona fonte di potassio e fitocomposti collegati con la riduzione del colesterolo nel sangue.
Viste le differenze specifiche è importante consumare ogni giorno frutta fresca di almeno 3 colori diversi, per le altre due tinte è utile consumare verdura fresca o anche cotta.
La frutta è sempre un alimento poco calorico, in quanto è ricca di acqua. Apporta soprattutto fibre alimentari, indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino e carboidrati, anche sotto forma di zuccheri semplici: soprattutto fruttosio.

Frutta secca
Anacardi, noci, nocciole, arachidi, noci del Brasile, mandorle, pinoli e pistacchi sono frutta secca: in realtà si tratta, dal punto di vista botanico, di semi e sono tutti alimenti infatti ricchi di grassi, soprattutto essenziali come l’acido linoleico, il capostipite degli omega-6. Questa frutta ha elevata densità energetica, pertanto va consumata con attenzione e in sostituzione ad altri alimenti, non in aggiunta. È consigliabile consumare al massimo 15-20 g al giorno di mandorle, noci o altra frutta secca: questa quantità, sufficiente dal punto di vista nutrizionale, apporta già 130 kcal circa.

Il regolare apporto dei nutrienti garantiti dalla frutta secca ha un’azione protettiva nei confronti di diabete, ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari.
A questa categoria appartengono anche i frutti essiccati non oleosi: uvetta, albicocca, banana, dattero, fico, mela, noce di cocco, prugna. Essiccati al naturale e senza conservanti sono un alimento ricco di zuccheri da consumarsi con moderazione, ma anche di sali minerali e fibra alimentare.

Frutta conservata e dieta mediterranea
Conserve e frutta sciroppata appartengono a questa categoria di alimenti: sono in genere una fonte soprattutto di zucchero. Questo ingrediente viene aggiunto sia nelle preparazioni commerciali che domestiche, come conservante e come dolcificante. La frutta conservata apporta meno sali minerali e vitamine rispetto alla fresca, perché la cottura cui viene sottoposta ne riduce notevolmente il contenuto.

Uno dei principi base della dieta mediterranea è mangiare ogni giorno almeno 8 porzioni di frutta e verdura, preferibilmente di stagione e cruda . La frutta fresca e secca, e gli ortaggi, garantiscono il quotidiano apporto di vitamine, sali minerali, acqua e fibra alimentare.

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L’uomo – Animale onnivoro o fruttariano?

Le caratteristiche interne del nostro organismo differiscono profondamente dagli animali onnivori.

Gli occhi che guardano avanti e non ai lati, le mani prensili e delicate, non aggressive, il pollice della mano opponibile e concepito per raccogliere e trattenere nocciole e pomi; la dentatura adatta a masticare vegetali, semi e frutta; conformazione intestinale oblunga (12 volte la lunghezza del tronco).

Inoltre:
• il sangue e la saliva umana sono alcaline e non acide (come nei carnivori-onnivori);
• totale assenza nell’uomo dell’enzima uricasi, che serve a disintegrare il micidiale acido urico delle carni, mentre detto enzima è abbondante negli animali carnivori-onnivori;
• scarsa presenza di acido cloridrico nello stomaco umano, e quindi difficoltà di disgregare le proteine animali, mentre tale presenza acida nei carnivori-onnivori è 10 volte più intensa;
• forma del cranio arrotondata con i muscoli della faccia adatti a triturare; canini poco sviluppati, grandi molari adatti ai cibi duri, forma dei denti con incisivi, smalto molto spesso dei denti (l’uomo è l’animale con lo smalto più spesso adatto a mangiare cibi duri); pollice opponibile adatto a raccogliere frutti e semi, sedere grosso, intestino saccoluto, cioè a zone, a sacchetti adatto alla fermentazione di cibi vegetali;
• le mandibole dell’uomo possono effettuare movimenti laterali e antero-posteriori; la dentatura è bunodonta; formula dentale diversa; debole muscolatura dello stomaco.

L’uomo attuale, strettamente imparentato con il gorilla, lo scimpanzé, i gibboni e gli urang tang, appartiene alla classe dei mammiferi, all’ordine dei primati, alla famiglia degli ominidi, al genere homo, alla specie homo sapiens ed ha con questi in comune il 98 per cento del patrimonio genetico. E’ anatomicamente strutturato come questi che hanno infatti due mani e due piedi, niente coda, occhi che guardano in avanti, ghiandole mammarie sul petto, milioni di pori sudoripari nella pelle, pollice della mano opponibile adatto a raccogliere semi e frutti, apparato masticatorio come il nostro, canini poco sviluppati, grandi molari smussati adatti a triturare cibi duri e quindi notevole spessore dello smalto, forma dei denti cuspidi arrotondati, incisivi ben sviluppati adatti a tagliare i frutti e i vegetali, inoltre ghiandole salivari ben sviluppate come le nostre, lingua liscia e non ruvida come i carnivori, saliva ed urina alcalina, stomaco con duodeno, l’intestino lungo 12 volte la lunghezza del tronco, la placenta è discoidale, il colon convoluto: struttura anatomica praticamente identica alla nostra.

Il fatto che questi nostri parenti siano vegetariani indica chiaramente che l’essere umano non è stato strutturato dalla natura a mangiare la carne, e che non è, come alcuni sostengono, un animale onnivoro.

Baron George Cuvier (1769-1832), uno dei maggiori naturalisti:

L’uomo sulle basi della propria struttura, è un mangiatore di frutta, della parte succosa dei vegetali e delle radici.

Dr. Richard Lehne, anatomista:

L’anatomia comparata prova che la dentatura umana è totalmente frugivora e ciò è confermato dalla paleozoologia con documenti vecchi milioni di anni.

Carolus Linnaeus (1707-1778), celebre botanico:

La frutta è il cibo più adatto alla bocca, allo stomaco, alle stesse mani dell’uomo, disegnate appositamente per raccogliere e mangiare frutta. Anche se il genere umano ad un certo punto della sua storia acquisì abitudini onnivore, millenni di onnivorismo non hanno cambiato di una virgola anatomia e la fisiologia del suo corpo.

Girolamo Savonarola, celebre frate domenicano vegetariano, ci lascia un test per la valutazione della vera fame.

I veri onnivori e i veri carnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente da animali e carogne che interpretano come cibo immediato. Questo non accade mai all’uomo. Il ribrezzo che ogni uomo normale e sano prova alla vista del sangue e di un cadavere è la prova della sua natura non carnivora.

di Franco Libero Manco – Associazione Vegetariana Animalista

www.vegetariani-roma.it

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Tutti pensiamo che mangiare frutta significhi comprarla, sbucciarla, affettarla e portarla alla bocca. Ma non è così semplice e banale. È importante sapere come e quando mangiarla.

Qual è dunque il modo corretto di consumare la frutta?

La prima regola è di non mangiarla mai a fine pasto, ma sempre a stomaco vuoto.

Se voi imparerete a mangiare tanta frutta, e a farlo nel modo corretto, essa giocherà un ruolo basilare nella detossificazione del vostro sistema corporale, e metterà a vostra disposizione una enorme quantità di energia utile a farvi perdere eventuale sovrappeso e a condurre al meglio tutte le altre migliorie corporali.

IL PIÙ IMPORTANTE CIBO UMANO

Se mangi due fette di pane e poi una porzione di frutta, rovini un meccanismo perfetto. La porzione di frutta è pronta per andare direttamente nell’intestino tenue, nel duodeno, ma viene impedita di fare quel percorso e viene trattenuta nello stomaco da quelle fette di pane, per cui l’intero pasto, sia il pane che la frutta, si trasforma in un bolo acido carico di fermentazione, per cui tutto è da considerarsi compromesso e rovinato. Si deve assolutamente mangiare la frutta separatamente o comunque prima dei pasti e non alla fine.

LA GENTE SBAGLIA E POI DÀ PURE COLPA ALLA FRUTTA

Ovvio che poi si ascoltano lamentele in serie, tipo “Ogni volta che mangio l’anguria mi viene da ruttare”, “Se mangio il durian il mio stomaco si gonfia”, “Se consumo una banana mi viene da correre in bagno”, e altre amenità del genere, che mai succederebbero se ci fossero da parte vostra migliori attenzioni.

Occorre evitare che la frutta trovi sul suo cammino cibo indigerito e residui putrefattivi di pasti precedenti e di digestioni prolungate oltremisura, mandando se stessa e il resto in putrefazione, e creando gas e rigonfiamenti intestinali.

NON ESISTONO FRUTTI ACIDIFICANTI

Capelli bianchi, perdita di capelli, crisi di nervosismo, circoli scuri sotto gli occhi, e altre cose del genere non succederebbero se imparassimo a consumare il nostro cibo elettivo nelle giuste modalità, cioè a stomaco libero.

Non esiste al mondo alcun frutto capace di acidificare il corpo umano, tanto meno limoni e arance, che al contrario rappresentano quanto di meglio esiste per alcalinizzare il nostro sistema ed evitare il ricorso ai tamponi antiacidi, assai costosi in termini di enzimi e di energia interna.

IL SEGRETO DELLA BELLEZZA E DELLA SALUTE

Secondo il maggiore studioso mondiale di alimentazione di tutti i tempi, che rimane senza dubbio il dr Herbert Shelton, se imparate il corretto modo di alimentarvi con la frutta, avrete automaticamente a vostra disposizione il segreto della bellezza, della longevità, della salute, dell’energia, della felicità e del peso-forma costante e senza sbalzi.

CONFEZIONI, BOTTIGLIE E LATTINE

Se vi sentite di bere un succo di frutta, non avvenga mai da lattine, da confezioni varie e da bottiglie di succhi pastorizzati, dal sapore simile o anche identico a quello dei frutti, ma totalmente privi dei nutrienti originari, visto che il calore fa una autentica strage di vitamine e micronutrienti, e che eventuali aggiunte di vitamine sintetiche rendono ancor più velenoso il tutto.

In ogni caso consumare il frutto come sta è la migliore soluzione, visto che anche nella centrifugazione si perdono delle qualità, soprattutto se non si provvede al consumo immediato.

In ogni caso il succo spremuto o centrifugato va bevuto lentamente e a piccoli sorsi, puntando a una muscolazione con la saliva. Masticare il succo più che inghiottirlo.

TRE GIORNI A SOLA FRUTTA

Si può sempre optare per un semi-digiuno di 3 giorni a sola frutta per una ripulita del corpo. Basta consumare solo frutta e succo di frutta fresco da mattina a sera, per 3 giorni, e sarete sorpreso dai vostri amici e dai vostri familiari, che si accorgeranno di quanta salute radiante emetta il vostro viso!

QUALI I MIGLIORI FRUTTI?

Il kiwi è piccolo ma potente e concentrato. Ottima fonte di potassio, magnesio, vitamina-E e fibra. Il suo contenuto di vitamina-C è doppio rispetto all’arancia. Una mela al giorno tiene lontano il medico di torno? È verissimo. Sebbene sia bassa in vitamina-C è dotata di antiossidanti e di flavonoidi che, al pari dell’acido ascorbico, abbassano il rischio di cancro al colon e di cardiopatie.
Le fragole sono frutti protettivi, dotate come sono di poteri anti-ossidanti e di azione specifica contro quei radicali liberi che causano intasamenti vascolari e infiammazioni.
L’arancia rappresenta quanto di meglio esista. Trattasi di medicina dolce e naturale. Una manciata di arance al giorno azzera raffreddori e riniti, abbassa il colesterolo, previene e dissolve i calcoli renali e annulla il rischio di cancro intestinale.
L’anguria rappresenta quanto di meglio esista per soddisfare la sede. Composta del 92% di acqua, è anche confezionata dalla natura con una dose gigantesca di glutatione, basilare per dare la carica al sistema immunitario. È anche una fonte-chiave di licopene, il maggior anti-ossidante e anti-cancro previsto in natura. All’anguria non mancano ovviamente vitamina-C, potassio e tanta preziosa acqua biologica per ricambiare le nostre acque stagnanti.
I meloni sono da considerarsi suoi ottimi e deliziosi cugini. Frutti speciali, rigorosamente non mescolabili ad altri cibi.
Guava e papaia meritano lo scettro per la vitamina-C, essendo di gran lunga i frutti che ne contengono di più. Il guava è anche ricco di fibra vegetale, indispensabile a prevenire fenomeni costipativi.
La papaia contiene pure carotene, utile per gli occhi, e la famosa papaina, fantastica per aiutare la digestione.

SUL BERE ACQUA

È incredibile vedere come la gente sappia avvelenarsi anche con le cose più innocenti. Respira aria e non si accorge se è pura o condizionata o riscaldata o semplicemente viziata. Beve acqua e lo fa nel modo più irresponsabile, bevendola durante e alla fine dei pasti, provocando diluizione e depotenziamento dei succhi gastrici.
Come non bastasse la beve fredda o addirittura col ghiaccio.

Queste cose significano blocco digestivo assicurato. L’acqua fredda tende a far solidificare gli oli ingeriti durante il pasto, con inevitabile rallentamento digestivo. Una volta che questo pantano oleoso reagisce con l’acido stomacale, va giù e viene assorbito dall’intestino prima del cibo solido, intasando l’intestino e formando nuovi grassi che portano a formazioni tumorali. Se proprio volessimo bere dell’acqua coi pasti, essa sia limitatissima e calda.

EVULOSIO O FRUTTOSIO NATURALE

Succo di frutta fresco significa levulosio o fruttosio. Nulla a che fare con lo zucchero comune saccarosio, che è autentico veleno. Nulla a che fare col fruttosio sintetico, pure negativo per la salute. Il fruttosio naturale sta solo nella frutta fresca e nel miele non cotto, mescolato al glucosio naturale che è suo isomero (costituito dagli stessi elementi-base ma con diverse proprietà chimiche, imputabili a diversità strutturali-molecolari). Il levulosio si forma nell’inversione del saccarosio e per idrolisi dell’inulina (cugina dell’insulina). Ha potere dolcificante superiore a quello del saccarosio. Il fruttosio è indicato per i diabetici, al contrario del saccarosio.

IL SUCCO D’UVA

La migliore fonte di zucchero naturale per i bambini sta decisamente nel succo d’uva fresco.

Se manca la frutta, i datteri e i fichi sono la seconda fonte di fruttosio naturale. Il succo di fichi e datteri seccati al sole si ottiene mettendoli affettati in una terrina e riempiendola con dell’acqua distillata o comunque leggera. Si copre il tutto con coperchio e si lascia tutta la notte. Il giorno successivo si beve l’acqua dolce, non senza aver prima spremuto i frutti rigonfiati d’acqua.

Estratto dalla tesina “Un anticancro potentissimo chiamato frutta”

Autore: Valdo Vaccaro

CIBO CRUDO

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